Secondo un’indagine dell’Abi la ricchezza delle famiglie italiane, seppure alla luce della buona tenuta espressa in fase di sfavorevole congiuntura economica, starebbe mostrando crescenti segnali di indebitamento. A mostrare maggiore vulnerabilità verso l’erosione del reddito causata dalla recessione sarebbero stati, secondo il rapporto trimestrale ‘indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia delle famiglie italiane’ redatto dall’Abi, i nuclei familiari giovani e privi di casa di proprietà, di fronte alle crescenti difficoltà a fronteggiare la rata del mutuo. Nell’ultimo trimestre del 2009 – periodo al centro dell’indagine – l’incidenza complessiva del debito finanziario delle familgie sul reddito disponibile sarebbe aumentata in media di 4 punti percentuali rispetto al 41% registrato l’anno precedente. I mutui per aitazione, in particolare, sarebbero cresciuti dell’8,2% rispetto al 2008, raggiungendo un ammontare complessivo di 247 miliardi di euro (con indice di crescita più contenuto al Nord – 7,3% - rispetto a Sud – 11,3% - e Centro – 8,2% ). Secondo l’indicatore Abi riferito alla sostenibilità dell’acquisto – nel caso in cui cioè la rata del mutuo non superi il 30% del reddito – le famiglie avrebbero mediamente dimostrato una capacità di acquisto dell’abitazione al prezzo medio di mercato con un buon ‘indice di accessibilità’. Il 58% delle famiglie italiane (circa 15 milioni di nuclei) disponeva lo scorso anno di un reddito sufficiente a sostenere i costi del mutuo casa. L’indice di accessibilità, basso a partire dal 2007 per le famiglie giovani e prive di casa di proprietà specie nelle grandi città, avrebbe registrato un leggero miglioramento a partire dalla fine del 2009, quando circa il 30% dei nuclei familiari con capo giovane – pari a circa 500mila famiglie – avrebbe espresso un reddito sufficiente per affrontare l’acquisto dell’abitazione.
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