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Cohousing - Vivere insieme per vivere meglio

14 Aprile 2014

Il Cohousing è un nuovo modo di abitare che si ispira ai vecchi tempi, quando le famiglie convivevano in comunità all’interno di cascine o corti.  Nasce negli anni Sessanta in Scandinavia e oggi conta più di mille insediamenti nel mondo, soprattutto diffusi in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone.
Si tratta di insediamenti residenziali che combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi, e con benefici che sono non soltanto di tipo socio-economico ma anche ambientale. I rapporti di buon vicinato sono garantiti dall’aggregazione di persone dalle esperienze differenti, ma che si scelgono. Non ci sono inoltre principi ideologici, religiosi o sociali alla base del formarsi di comunità di co-residenza, così come non ci sono vincoli specifici per uscirne.
La progettazione partecipata di un Cohousing prevede sia la pianificazione del progetto edilizio vero e proprio – dove il design stesso facilita i contatti e le relazioni sociali – sia la definizione degli ambienti comunitari: cosa e come condividere, come gestire i servizi e gli spazi comuni. I cohousers devono quindi sia improvvisarsi architetti capaci di organizzare gli spazi comuni, sia essere designer di servizi. Come in ogni comunità ben funzionante, si definiscono responsabilità e ruoli di gestione degli spazi e delle risorse condivise, in genere in relazione agli interessi e alle competenze delle persone, ma nessuno esercita alcuna autorità sugli altri membri; tutte le decisioni, infatti, sono prese sulle base del consenso.
Oltre al recupero e alla riqualificazione di edifici ormai dismessi, tutti i progetti di puntano alla sostenibilità convertendo i vecchi edifici alla miglior classe energetica, grazie all’installazione di impianto geotermico e fotovoltaici e all’annullamento delle emissioni nocive.

Il primo sistema coabitativo in Italia è nato su un ex-opificio milanese, trasformato nell’Urban Village Bovisa. È costituito da loft e mansarde, che ospitano 32 famiglie e si affacciano su una corte colorata da un giardino comune. Quello di prossima realizzazione (sarà pronto per fine 2014) è Cohttage, che recupera una cascina seicentesca nel quartiere di Trenno, sempre a Milano, sono previste 20 unità abitative, 200 mq di spazi comuni coperti e una corte ampia con un giardino e un frutteto. Cinquanta nuovi appartamenti invece saranno ultimati entro la primavera del 2016 nei pressi dell’abbazia di Chiaravalle, poco fuori Milano, ricavati da una cascina del ‘600. Il Cohousing però non è solo sostenibilità ambientale, innovazione e risparmio  ma anche voglia di compagnia e necessità di trovare sistemazioni economiche. Esemplare il caso degli anziani (aumentati del 18% gli annunci per la condivisione da parte di pensionati) che spesso negli ultimi anni ospitano studenti in cerca di sistemazioni vantaggiose, risolvendo in un colpo solo il problema della solitudine e quello della pensione bassa che viene così integrata da un affitto. In tempi di crisi l’idea di comunità e altruismo sembrano essere sempre vincenti.

 



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