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Tasi: rischio caos sui pagamenti

11 Maggio 2014

Si avvicina il debutto della Tasi e il rischio confusione è dietro l’angolo. Moltissimi tra proprietari e inquilini arriveranno al versamento della prima rata senza sapere come dividersi l’onere del tributo. Inoltre, vista l’ampia discrezionalità dei comuni, la diversa composizione di aliquote e detrazioni potrebbe portare addirittura a 75 mila Tasi diverse.

I primi a pagare la Tasi saranno i proprietari e gli inquilini degli immobili dati in affitto. Infatti, in questo caso, l’imposta si salda in due fasi e la prima rata va versata tra un mese, entro il 16 giugno. Il problema è che molti comuni non hanno ancora deliberato l’aliquota della Tasi per un motivo molto semplice: il termine che in origine scadeva il 30 aprile è stata prorogato al 31 luglio (lo ha stabilito il decreto Salva Roma). Ora non c’è più fretta tanto più che con le europee alle porte i sindaci non hanno voglia di mettersi a parlare di tasse.

Ma quanto si pagherà il 16 giugno? In 1.200 Comuni, dove abita il 43,2% degli italiani le aliquote Imu hanno già superato il 10 per mille e spesso hanno raggiunto il massimo del 10,6 per mille: in questi casi la Tasi può essere applicata solo se il consiglio sceglie l'aliquota aggiuntiva necessaria a introdurre le detrazioni. Tanti di questi Comuni, però, come mostrano anche alcune delibere avviate nelle scorse settimane, decideranno di non introdurla oppure di applicarla alle abitazioni principali, di fatto esentando dalla Tasi la maggioranza di seconde case, negozi e capannoni sul loro territorio. Se la delibera arriverà dopo maggio però, i proprietari saranno comunque chiamati all'acconto "standard" dello 0,5 per mille e poi dovranno chiedere la restituzione di questo anticipo. Anche dove l'aliquota aggiuntiva sarà applicata comunque qualcosa non quadra se l'Imu ha già raggiunto il massimo l'anno scorso. La somma di Imu e Tasi non può infatti superare l'11,4 per mille, ma di fatto in questi Comuni l'acconto sarà misurato su un'aliquota teorica dell'11,6 per mille (Imu 2013 più 1 per mille standard della Tasi): un po' troppo.

Se manca la delibera del comune, la legge di Stabilità dice che si versa il 50% dell’aliquota base, pari all’1 per mille. Il problema è che una quota della Tasi, compresa tra il 10 e il 30%, è a carico degli inquilini e su questo devono per forza decidere i comuni. A oggi però, secondo una verifica di Confedilizia, associazione che rappresenta i proprietari, i municipi che hanno deliberato le aliquote Tasi sono poco più di 900 (erano 300 al 30 di aprile). Certo, da qui a metà giugno qualcun’altro si aggiungerà ma i municipi in Italia sono oltre ottomila. Alla fine la stragrande maggioranza di proprietari e inquilini rischia di non sapere cosa versare.

 

 



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